Lega-Z.com: The Friendship Community: [LEX] Google condannata in Italia. Gli USA: è censura - Lega-Z.com: The Friendship Community

Salta al contenuto

Welcome to Lega-Z.com: The Friendship Community

Immagine Postata

Perchè mi dovrei registrare sulla community di Lega-Z.com? Leggi 7 dei 1000 motivi per farlo ora:
  • Accesso a numerose funzioni, zone segrete con caratteristiche speciali non disponibili ai visitatori (guest) ma agli utenti registrati più attivi
  • Accesso in una grande comunità con oltre 3000 utenti. Dove trovare informazioni e news di ogni genere a 360°: Cinema, Manga, Anime, Videogames, Fansub, Hentai, Music, Ricette, Sex, Comics, Books, Utility, Science, Motori, Tel, Adv, Tv, Sport, Lol, P2P, and much more!
  • Possibilità di uppare, di condividire, per te e per i tuoi amici, gratuitamente, qualsiasi immagine, sul nostro images multi hosting: Image-Z
  • Più di 12 diverse skin grafiche tra cui scegliere per navigare nella community di Lega-Z.com
  • Accesso alla Sala Giochi con più di 6000 videogiochi
  • Creare e gestire Blog Personali
  • Di più e altro ancora registrandoti semplicemente e gratuitamente su Lega-Z.com! Immagine Postata Registrati Ora! o Connettiti.
    - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
    English version:
    Welcome to Lega-Z.com: The Friendship Community, like most online communities you must register to view or post in our community, but don't worry this is a simple free process that requires minimal information. Take advantage of it immediately, Register Now or Sign In.
  • Start new topics and reply to others
  • Subscribe to topics and forums to get automatic updates
  • Add events to our community calendar
  • Get your own profile and make new friends
  • Customize your experience here
Pagina 1 di 1
  • Registrati per poter iniziare una nuova discussione
  • Registrati per poter rispondere in questa discussione

[LEX] Google condannata in Italia. Gli USA: è censura Vota Discussione: -----

#1 L   Lord Zaku III 

  • Mikado
  • PuntoPuntoPuntoPuntoPuntoPuntoPuntoPunto
  • Visualizza blog
  • Visualizza Galleria
  • Gruppo: Supreme Admin
  • Messaggi: 9496
  • Utente N° 1
  • Iscritto il: 20-November 04
  • Venerato da: 40 Membri
  • Promoter:Il mio gatto ^_^
  • Location:Himeji Castle
  • Sesso:

Inviato il 27 February 2010 - 08:07 PM


Immagine Postata

Google condannata in Italia. Gli USA: è censura

Il tribunale di Milano ha sentenziato. I dirigenti di Google David Carl Drummond, George De Los Reyes e Peter Fleischer devono scontare una pena di sei mesi di reclusione con la condizionale. La colpa di cui si sono macchiati? Non aver impedito a quattro imbecilli di pubblicare un filmato in cui malmenavano un ragazzo affetto da autismo su Google Video.

Il deprecabile episodio, lo ricorderete benissimo, si verificò nella seconda metà del 2006 e vide come protagonisti alcuni studenti di un istituto tecnico torinese, i quali prima malmenarono un loro compagno disabile, filmando l’accaduto, e poi provvidero a pubblicare le loro “gesta” sul Web.

Come riportato da tutti i più importanti organi di informazione italiani, si tratta della prima sentenza del genere a livello internazionale. Una cosa di cui non andar troppo fieri, a nostro avviso, sintomo che qualcuno non ha ancora capito che monitorare in tempo reale un flusso di video come quello ricevuto quotidianamente da YouTube è praticamente impossibile.

Allibiti, ovviamente, dalla sentenza i legali dei dirigenti di Google, i quali hanno confermato la loro intenzione di appellarsi alla decisione dei giudici e hanno dichiarato che: «Google si è comportato correttamente, perché non aveva alcun obbligo di controllo preventivo sui video e i messaggi messi in Rete, mentre invece dal momento in cui è stato informato di quel filmato ignobile l’ha subito eliminato».

A reagire duramente a quest’ennesimo rigurgito di censura sul Web proveniente dall’Italia anche l’ambasciatore USA David Thorne, il quale ha asserito che gli States “non sono d’accordo sul fatto che la responsabilità preventiva dei contenuti caricati dagli utenti ricada sugli internet service provider“.

Thorne ha poi ricordato che “Il segretario di Stato Hillary Clinton lo scorso 21 gennaio ha affermato che internet libero è un diritto umano inalienabile che va tutelato nelle società libere. È quindi necessario prestare grande attenzione agli abusi – ha concluso l’ambasciatore – ma il riscontro di eventuale materiale offensivo non deve diventare una scusa per violare questo diritto fondamentale“. Source: repubblica

E se lo dice lui, che altro c’è da aggiungere?



Immagine Postata

Google alla sbarra
Le condanne inferte a Google sono una minaccia per la libertà della Rete, che presto potrebbe dover sottostare a una censura preventiva.
Alcuni ragazzini maltrattano un compagno Down, mettono il video su TouTube e, per questo, tre dirigenti di Google finiscono sotto processo a Milano attirando l'attenzione di tutto il mondo per le possibili conseguenze sulla libertà della Rete.
Anche se i genitori della vittima ritirano la querela il processo va avanti e i Pm chiedono la condanna dei dirigenti, che il giudice pronuncia per violazione delle leggi sulla privacy.
Intanto YouTube deve affrontare anche l'attacco di Mediaset a causa delle clip del Grande Fratello che il Tribunale ordina di cancellare: in Italia prende ormai piede l'idea della censura preventiva.



Immagine Postata

Processo a Google, condannati tre dirigenti
Il Tribunale di Milano conferma l'accusa di violazione della privacy, mentre cade quella di diffamazione. Google: "Attacco ai principi di libertà di Internet".
"Penalmente responsabili per attività illecite commesse da terzi": è questa la sintesi della condanna inflitta a tre ex dirigenti di Google per il "caso Vividown" nelle parole di Marco Pancini, portavoce di Google Italia.
È "un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito Internet", continua Pancini, il quale ribadisce che "i nostri colleghi non hanno niente a che fare con il video, non lo hanno girato, nè caricato, nè visionato".
Nel 2006, l'8 settembre, alcuni ragazzi pubblicarono su YouTube un video in cui maltrattavano un proprio compagno di scuola affetto dalla sindrome di Down.
Non appena la notizia si diffuse, montò la protesta finché il 6 novembre un utente privato e il Ministero dell'Interno, quasi contemporaneamente, chiesero a Google la rimozione del video, cosa che avvenne il giorno seguente.
A quel punto, però, era troppo tardi per fermare la macchina che s'era messa in moto. La famiglia del ragazzo vessato dai compagni aveva esposto querela, cui si erano aggiunti anche l'Associazione Vividown e il Comune di Milano, quali parti civili.
Per Google, tuttavia, sembrava che non sussistessero problemi seri: una direttiva europea del 2003, recepita dalla legge italiana, stabiliva che i provider non sono responsabili dei contenuti, a patto che cancellino i contenuti offensivi dietro segnalazione.
Stante tutto ciò, la condanna odierna ha colto di sorpresa non solo gli imputati, ma l'intera Rete. Non a caso il New York Times ha definito la sentenza "storica" per quello che riguarda la giurisprudenza di Internet.
David Drummond, George De Los Reyes e Peter Fleischer sono stati considerati responsabili per un video caricato da dei ragazzini - questi, sì, davvero responsabili non solo del video ma anche dei maltrattamenti - sulla piattaforma da loro gestita.
Il Tribunale di Milano, che ha emesso la sentenza, sembra credere che sia non solo auspicabile ma anche tecnicamente possibile censurare all'origine il materiale ospitato da una piattaforma di condivisione libera (beh, libera fino a oggi) come YouTube.
Se le difficoltà tecniche di un'impresa del genere sono evidenti per tutti (a eccezioni di quelli che dovrebbero vederle) le conseguenze per la libertà della Rete sono ancora più preoccupanti.
La sentenza sembra illudersi che il problema non sia la violenza al ragazzo, ma il video, dimenticando che la violenza ci sarebbe in ogni probabilità stata anche senza filmato (così come esisteva già prima che nascesse YouTube).
Nel periodo di tempo in cui il video è rimasto online i dirigenti di Google non sono stati consapevoli dalla sua esistenza - come avrebbero potuto? - finché qualcuno non ha avuto il buon senso di non limitarsi a scandalizzarsi per la sua presenza ma di segnalarlo come contenuto da rimuovere, cosa che è avvenuta.
È senz'altro significativo, poi, che a questo punto del processo i genitori del ragazzo maltrattato si siano da tempo dissociati dall'intera vicenda ritirando la querela.
Si erano resi conto che tutto il rumore creato dai vari attori non era finalizzato alla tutela della vittima, che anzi veniva "ulteriormente offesa e umiliata dai titoli e dalle immagini", ma aveva probabilmente altri fini.
Stando a quanto è dato finora di sapere, la condanna si basa su un mancato rispetto delle norme sulla privacy da parte di Google, che avrebbe dovuto chiedere l'intervento del Garante prima di mettere online il video ritraente un "minore affetto da patologie", come se la decisione di rendere visibili quelle scene fosse stata di Google e non dei quattro ragazzini (peraltro già condannati).
Per i dettagli, occorrerà aspettare che il giudice Oscar Magi depositi le motivazioni della sentenza, cosa che avverrà entro 90 giorni. Fortunatamente - secondo gli avvocati della difesa - è caduta l'accusa di diffamazione, altrimenti "l'obbligo di censura preventiva da parte degli hosting provider" sarebbe stato automaticamente sancito.
Resta comunque il problema della responsabilità attribuita a chi fornisce il mezzo di comunicazione, e non a chi lo usa.
E mentre all'estero - e non solo - si chiedono quale deriva censoria stia prendendo piede in Italia, è singolare come per la seconda volta in poco tempo qualcuno chieda di mettere il bavaglio a Internet.
"Se i siti come i blog, Facebook, Youtube vengono ritenuti responsabili del controllo di ogni video" - spiega Marco Pancini - "significherebbe la fine di Internet come oggi lo conosciamo, con tutte le conseguenze politiche e tecnologiche. Si tratta di principi per noi importanti, perciò continueremo a seguire i nostri colleghi in appello" Source: zeusnews


Immagine PostataImmagine PostataImmagine Postata
.Immagine Postata
.Immagine Postata
.Immagine Postata
.Immagine Postata
.Immagine Postata
.Immagine Postata

Edicola, GO! & :)= © 2004 - 2011 is trademarks of Lord Zaku III
Ideatore & Divulgatore dei termini quali: Edicola, .rarro, .exer, .zippo e se, se.. sul web
~ Si vive cercando di realizzare il proprio sogno, ecco il mio: Milano --> Via Della Seta --> Shangai --> Bangkok --> Taipei --> Tokyo ~
I miei soprannomi migliori: "Potri porle una domanda, Reverendo Lord Zaku III, autore del tread?" by vision-x.
"Da ora in poi sarai: Il nostro Mullah Zaku" by Otonomoro.
Maniaco esibizionista... Ma ti vogliamo così, sempre sul filo del rasoio..!! by Tanakkas.
XD
0

#2 L   ankoumaycry 

  • Yama-Sakura
  • Icona
  • Visualizza blog
  • Visualizza Galleria
  • Gruppo: Super Moderatori
  • Messaggi: 832
  • Utente N° 574
  • Iscritto il: 08-October 06
  • Venerato da: 14 Membri
  • Promoter:Maria Ozawa
  • Location:Greece, Larissa
  • Sesso:

Inviato il 27 February 2010 - 11:26 PM

Manca il buon senso in tutto questo. Comunque tutta sta faccenda e preoccupante per il fututo di internet..ma vediamo..


Hell is empty.All the devils are here.

Immagine Postata

"I'll attract the enemy with my human call.... I'm so wasted, I'm so wasted!"
0

#3 L   Otonomoro 

  • ~ Kisaku Spirit ~
  • Icona
  • Visualizza Galleria
  • Gruppo: Super Moderatori
  • Messaggi: 2326
  • Utente N° 36
  • Iscritto il: 29-November 04
  • Venerato da: 4 Membri
  • Promoter:cosanostra
  • Location:State of Naon
  • Sesso:

Inviato il 01 March 2010 - 08:45 PM

prrrrrrrrrr ..

ecco qui... signor giudice condanni Lord Zaku per aver ospitato delle puzzette virtuali moleste !!!!!

user posted image Lunga vita e prosperità, sesso e carnazza
0

Pagina 1 di 1
  • Registrati per poter iniziare una nuova discussione
  • Registrati per poter rispondere in questa discussione

1 utenti stanno leggendo questa discussione
0 utenti, 1 ospiti, 0 utenti anonimi


              Sponsor
 

Inserisci il sito Lega-Z.com come tua Homepage.
Copia il Codice a destra del nostro banner e incollalo nel tuo Sitoweb o Blog:
  
 

Designed by Lega-Z.com © 2004-2014. All Right Reserved.
Powered by Dark Phoenyx Corporation